I Blurb dei Lettori

“Una storia al di là del tempo e dello spazio, dove il gioco della creazione invita a un provocatorio faccia a faccia”
[Emanuele D’Amico su “Uomo“]

“Dettagli che rapiscono tutti i sensi, immergono mente e cuore in vite raccontate ma mai vissute, lasciando un’ esperienza vivida, quasi reale”
[Caterina Borraccino su “Addio alla Carne“]

“Quello che c’è tra Emiliano, Natasha e Victoria, è un legame intenso di valori, sentimenti e sofferenza. In poche pagine si è immersi, e l’impatto è tale da far sembrare il racconto uno di quei libri che amiamo tenere vicino per rileggerne i passaggi, di tanto in tanto”
[Fabio “Loup” G.  su Come fosse tua]

“Un’impressione, una sensazione, un colore, uno scatto, ma soprattutto, un’immersione spazio temporale istantanea, in ricordi fatti di pura luce. Luce abbacinante delle alte quote, incisa, tagliente, come le parole di questo racconto. Ricordi che, magicamente, sono anche i miei”
[Olga R. Cervone su Il Bivio]

“Narrabit: racconti di cose concrete che la scrittura rende universali; racconti di cose universali che la scrittura rende concrete”
[Flavia Trupia]

“Racconto geniale di una psicosi contemporanea. Se non ti votano, non condividono o non commentano, allora non esisti. Non sei niente. Sei finito. E allora ecco il finale trionfante dove i “like” diventano concreti e incarnano il desiderio del protagonista di essere condiviso …. il finale ricorda l’epilogo de “Il profumo” di Suskind: un’eucarestia pagana”
[Ezio Ramezio su F5]

“Rilassarsi? Attenzione ai piccioni, prego. Un divertente ritratto dei tic e delle manie di una coppia contemporanea straniata in un bizzarro ménage”
[Paolo Pomati su Devo rilassarmi]

“Un narrabit è un attimo che esplode in una storia e tu sei dentro senza accorgetene. Diventi un personaggio della narrazione, senza desiderare di tirartene fuori”
[Cecilia Santarsiero]

“Paesaggi mozzafiato. Lontane realtà ravvicinate e concretizzate all’ordinario comune con meticolosa, rapida e divertente capacità descrittiva. Con “Il bivio” riesci a vedere luci, colori, paesaggi; sentire odori e temperature dal divano di casa tua”
[Arianna Sardi de Letto su Il bivio]

“Incalzante è la prosa dei narrabit e concrete le immagini che evoca. Di quelle che si assaporano. E che ti trascinano nelle pieghe della vita”
[Emanuele D’amico]

“Chernobyl sparge ancora assenzio. Dal veleno può anche nascere una cruda e tenera favola di infanzia offesa e di assunzione di responsabilità”
[Paolo Pomati su Come fosse tua]

“Come fosse tua. Già il titolo evoca una modalità di stare al mondo. Il racconto, poi, la amplia, la incarna, la rende possibile. La possibilità di essere diversi come umanità e di salvarci salvando gli altri”
[Monica Cantiani su Come fosse tua]

“Scrittura intelligente. La tragedia del passato si unisce ai vecchi sentimenti dell’uomo odierno e diventano entrambi di nuovo viva attualità. In “Come fosse tua” il viaggio nel tempo è fulmineo, ma tutto rimane molto distinto, forte ed evidente come il sentimento di perdita/ritrovamento di Emiliano e Victoria”
[Arianna Sardi de Letto su Come fosse tua]

“Sottesa a tutti i racconti – tutti quelli che ho sfogliato – c’è una vena di violenza che mi inquieta. Se uno scritto mi inquieta, mi turba, mi suscita qualcosa dentro, è il miglior segnale che io conosca che dietro ci sia effettivamente uno scrittore e non un compilatore di storielle”
[Stefano De Sanctis]

“Racconti crudi, vividi, permeati di realtà e graffiati dalla vita di tutti i giorni. Mario ci accompagna attraverso stralci di vita vissuta o immaginata e il lettore è immerso in un bagno di dettagli tali da ritrovarcisi dentro per poi uscirne certamente con le mani sporche”
[Fabrizio Giallonardo]

“Complesso al punto giusto, quel tanto da rendere intrigante e avvincente una trama che in poche righe sintetizza quello che potrebbe essere un romanzo!”
[R/R su Pantere]

“Complimenti per lo spirito con cui hai trattato argomenti enormi senza essere mai scontato. Per lo stile asciutto ma emozionante. Per come sei riuscito a dipingere con pochissimi tratti la forza immensa dell’amore di una madre”
[R/R su Come fosse tua]

C’è qualcosa di nuovo nel web, anzi di antico. E’ Narrabit: nuovo nella scelta del medium digitale, antico nel desiderio di narrare con le parole e le immagini. Un respiro di sollievo, quando il web propone qualcosa di intelligente.
[Mauro Facondo]

La necessità di perdersi. Il bisogno di incontrare ed accogliere il buio, incarnato in un trekking sulle Ande. L’innata capacità di guarire e rinascere attraverso l’esoterismo della coscienza del cammino. Il Bivio e il tao dello smarrirsi.
[Marianna Cappelletti su Il Bivio]

 

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