Il sussurro del mondo, Richard Powers

Pubblicato: 23 luglio 2019 in opinsioni
Tag:, , , , , , ,

sussurroSe vi dicessi che è la storia di cinque ecoterroristi che portano dentro alla “causa” i loro bagagli, le loro biografie, sarebbe come dirvi che la Bibbia è la storia di Eva, Mosé, e Abramo.

Se vi dicessi che è l’epopea degli alberi per interposti esseri umani, sarebbe come dirvi che la Bibbia è la storia di Dio.

Invece, “Il sussurro del mondo” è entrambe le cose e molto di più.

Il titolo originale “The Overstory” un paio di suggerimenti li offre. La overstory è la copertura della foresta pluviale, l’insieme delle chiome più alte. Ma overstory significa anche “la storia che sta sopra” – non nel senso di “alto” in opposizione a “basso” – ma quella che sta oltre, quella scritta dai giganti plurisecolari, dalle loro radici, dai loro trochi. Una overstory che potrebbe dare senso diverso alle vicende dei piccoli sapiens. Alle loro domande. Alle loro inquietudini.

Come tutte le grandi storie anche questa nasce dai viaggi di eroi-protagonisti che a un certo punto si rivelano molto poco eroici e, in questo caso, protagonisti fino a un certo punto. Protagonisti in senso relativo, riportati alla giusta dimensione dalla overstory. L’altra storia. Quella dei grandi antenati: gli alberi.

“Il modo più semplice ed efficace per convincere una foresta a ripresentarsi in qualunque appezzamento di terreno disboscato è non fare niente – assolutamente nulla, e farlo più in fretta di quanto possiate pensare.”

Un romanzo però non è solo un tema e una trama che crea palcoscenici ai personaggi. Le storie sono state raccontate più o meno tutte, e in ognuna ci sono tracce di quelle che l’hanno preceduta. Che valga la pena leggerne una in particolare dipende più dal “come” che dal “cosa”. Di storie su pluriomicidi e sul rapporto fra norma e libertà, fra colpa individuale e sanzione collettiva, ne sono state scritte diverse. Ma solo una è “Delitto e castigo”. Di storie sul tennis e sulle dipendenze da cultura pop, lo stesso. Ma una sola è “Infinite Jest”. E l’unicità dipende dal “come”, dalla voce e dalla struttura che Dostoevskij e Wallace scelsero di dare ai loro romanzi.

E su questo fronte Powers fa il passo decisivo. Stili vicini ma diversi ritagliati sui 9 personaggi, nelle “Radici”. Stili che convergono e si intrecciano nel “Tronco” per sciogliersi nell’uniformità delle “Chiome”, come cresciuti, pronti a sbocciare e lanciare nel vento i “Semi”.

Qui è lì – comprensibile in più di 600 pagine di svolte e prosa trascinanti – Powers inciampa nel peccato veniale di quasi tutti gli scrittori, prima o poi: la digressione colta che spiega al lettore come dovrebbe interpretare ciò che sta leggendo, e il dialogo citazionale con il resto della letteratura, quasi per collocarsi all’interno di una biblioteca globale. Superflui entrambi in questo caso, viste le pagine che si hanno di fronte. Superflui e sostanzialmente invisibili in un libro da assaporare, quasi da “ascoltare” come si ascolterebbe la voce, il sussurro, degli alberi. Se solo fossimo in grado.

Ma è anche un libro che andrebbe letto e fatto leggere nell’età in cui si sviluppano le convinzioni “politiche”. Per due motivi principali. Da un lato perché pur essendo un libro “militante” non sfiora mai, nemmeno per errore, la caricatura del “nemico”. Tutt’altro semmai, lo avvolge, lo ricomprende, lo rende parte integrante degli errori commessi, ne sparge le colpe anche sugli eroi-protagonisti per dargli credibilità e umanità. Dall’altro lato, perché le storie sono più potenti di qualunque ragionamento colto fondato sui dati, per quanto esatto e attendibile sia.

“Il gelso è ancora là, dietro il muro della fortezza di tronchi innalzato per difendere Deep Creek. Le migliori argomentazioni del mondo non faranno cambiare idea a una persona. L’unica cosa che può riuscirci è una bella storia.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...