Archivio per novembre, 2017

Gioca con te

Pubblicato: 15 novembre 2017 in Narrabit originali

Ciao. Sono Alex, disse grattandosi la nuca. Aggiunse qualcosa tipo free solo su roccia, ma non c’era bisogno. Alex lo conoscevano tutti. L’estate prima aveva salito in solitaria Forza 17. Slegato.

Ciao Alex, benvenuto Alex, gli rispondemmo in coro. Sembravamo cretini ma nel Gruppo si faceva così.

Lei invece sgattaiolò lontano dagli sguardi. Succedeva con i nuovi. E Kappa, il nostro coordinatore, le prime volte lasciava correre.

Fu un attimo, una vibrazione. Non so come, ma mi fu subito chiaro. Era proprio lei che cercavo da sempre, e avrei continuato a cercarla se non fosse stato per quell’attimo. Per quella vibrazione.

Quello che non sapevo era che quella stessa notte l’avrei vista morire.

*****

Ci eravamo incontrati così. Un’occhiata nel frastuono di rito. Fra i piacere di conoscerti e le sedie trascinate sulle vecchie mattonelle dello stanzone. Si sedette sulla destra, oltre BS e Spritz. Io mi spostai all’estrema sinistra del semicerchio. Il più lontano possibile.

“Non siamo come gli altri,” iniziò Kappa come al solito.

“Siamo guerrieri. Siamo malati,” gli andammo dietro noi, tutti insieme. Era la dichiarazione iniziale. Riconoscere la propria forza. Riconoscere la malattia. Il primo passo. Ma ormai erano parole stanche. Ormai suonavamo come un villaggio Maori in attesa dei turisti. Suonavano, in realtà. Quella sera me ne stavo zitto a dondolare sulle gambe posteriori della sedia. La litania la conoscevo a memoria e c’era qualcosa di più interessante da guardare.

Si era seduta in pizzo, gomiti sulle ginocchia, e con il pollice si sfregava le nocche. Le nocche indurite dall’inverno e dal ghiaccio, tagliate dalle rocce. Le avrei riconosciute ovunque. Le accarezzava come qualcosa di caro. Come qualcosa che temi ti venga portato via o che forse dai già per perso. Le conoscevo quelle nocche. Le ricordavo. Le rispettavo. Toccai le mie, che ormai erano tornate morbide, ed è così che capii. Capii che il tunnel in cui era rimasta incastrata era uguale al mio. Capii che era pericolosa.

Dondolai.

Sospirai.

Dondolai e sospirai.

E la sedia andò giù con uno schiocco.

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“Gioca con te” ha vinto la prima edizione del Concorso Letterario Roberto Iannilli. Nel corso del 2018 verrà pubblicato integralmente in un’antologia.

 

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